Che mi metto? #FindingSilvia

vestiti colorati #findingsilvia

vestiti #findingsilviaCerte volte basta una domanda fatta a caso, una domanda apparentemente frivola per far si che ti si apra un mondo. Una domanda sul dress code più adeguato per un evento. Abbassi un attimo lo sguardo su di te e lo rialzi con un certo disgusto ponendoti una domanda ancora più chiara e definita: quando? Quando è successo che hai smesso di divertirti a vestirti? Quando è successo che il vestirti è diventata una delle mille cose da fare la mattina prima di uscire e non la gioia di sentirti bene in quello che indossi lasciando che sia un modo per far trasparire fuori quello che sei dentro…  Dove è finita la Silvia che aveva sempre un capo particolare, un dettaglio insolito che la rendeva unica e riconoscibile?

 

Il fatto è che so esattamente dove è finita e soprattutto quando è finita. Credo di sapere perfino le date, anche a distanza di 2 anni…e subire ancora quel condizionamento, quella sensazione di inadeguatezza mi da un fastidio tremendo. 

Mi sento in una fase strana della vita. Quella in cui mi rendo conto di non essere più una ragazzina ma non mi sento ancora una “signora” e mi ritrovo a guardare con l’occhio che prende appunti tutte le donne che incontro: guardo le 25enni vestite sportive, guardo le mie coetanee e guardo le donne di 50 anni.  E annoto mentalmente cosa mi piace del loro stile e cosa no.  Ma di quella annotazioni non ne faccio tesoro. E non va bene. Cavolo, no! Non va per niente bene!

Il mio armadio riflette questa confusione. Ho capi sportivi/comfy (dall’inglese “comfortable”, comodo) e capi più seri, eleganti. E non mi sento né negli uni né negli altri: sono i due estremi di un “troppo”.  Con i capi comodi se esagero mi sento sulla via della sciatteria, con quelli eleganti mi sento mia nonna.

Sicuramente rientra tutto nella fase di ricerca di me e di chi sono, che ho capito sarà il leitmotiv del mio 2014, ma oggi ho capito che così non va, proprio perché A ME non va.

 Quindi ecco i miei buoni propositi.

  • Capire, anche grazie al libro di Claudia, cosa mi sta bene e cosa no, cosa mi manca e cosa posso usare del mio guardaroba attuale. 
  • Svuotare l’armadio e buttare quei capi che tengo per far numero ma che quando li indosso so già che mi schiferò davanti a ogni specchio.
  • Smettere di invidiare l’armadio di mia figlia che contiene solo capi della stagione in corso, che le vanno e le piacciono: posso devo farlo anch’io.
  • Trovare degli abbinamenti da indossare a seconda dei giorni: mettermi robe improbabili quando vado a lavorare in cima al monte rende triste e inadeguata solo me, nessun altro.
  • Fotografarmi/segnarmi gli abbinamenti che mi fanno sentire carina.
  • Truccarmi non è un problema, mi trucco sempre, ma vorrei fare qualcosa di più: vorrei prendere l’abitudine di aggiungere un accessorio (un gioiello, una sciarpina)… lo facevo già, ho un sacco di accessori, anche prodotti da me, dovrò solo riprenderci la mano.
  • Aggiungere una routine da femmina. Lo smalto in questo periodo non posso metterlo perché ho le unghie fragilissime, ma trovare un profumo che mi piaccia e abituarmi a metterlo potrebbe essere un’ idea.
  • Perdere quei 5 kg che mi fanno sentire a disagio e fanno sì che mi tirino i jeans… E smettere di usare quei chili di troppo e i vestiti comodi come corazza per nascondermi e non attirare nessuno. Ecco. Forse alla fine sta tutto qui.

selfie vestito nero

Intanto oggi ho iniziato col #FindingSilvia. Qualcuno si unisce a me?

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